Parlare (e basta) aiuta davvero?
In che modo il semplice fatto di parlare durante la terapia può aiutarmi a stare meglio?
LE PAROLE SONO POTENTI CONTENITORI DI EMOZIONI
Spesso non ci rendiamo conto di quanto siano potenti le parole eppure, solo il fatto di esprimere pensieri e sentimenti con le parole, di condividerli, li trasforma rendendoli più gestibili.ù
Non è una questione di scaricare le emozioni a caso ma si tratta, invece, di un meccanismo profondo. Esso riordina le nostre esperienze e cambia anche il modo in cui le viviamo.
Le parole vanno oltre il semplice comunicare, esse funzionano come veri recipienti per le emozioni. Quando mettiamo in parole i nostri pensieri e i nostri sentimenti, li tiriamo fuori dall'ombra e li rendiamo concreti. Così diventano più facili da maneggiare e questo ci aiuta a rielaborare le cose in modo diverso. Si avvia un processo di integrazione fra ricordi diversi arricchendo la nostra identità complessiva. Il dolore, una volta che gli diamo un nome, perde quel suo aspetto vago e minaccioso, prende forma e possiamo affrontarlo davvero.
Dare voce al dolore ci restituisce un controllo più consapevole sulle reazioni emotive. Prima agivamo d'istinto, in maniera automatica, senza pensare. Le parole, invece, aprono una porta verso scelte consapevoli e volontarie, aumentando la nostra libertà e mostrandoci soluzioni che prima non vedevamo.
CONNESSIONE UMANA: IL CUORE DELLA REGOLAZIONE EMOTIVA
Il potere delle parole cresce in modo incredibile quando le condividiamo con qualcuno: esprimere il dolore crea un legame con un'altra persona, ci porta fuori dall'isolamento. La connessione con un’altra persona allontana la paura.
In questa connessione, in questo dialogo, si attiva la regolazione emotiva.
La regolazione emotiva è possibile all’interno di un processo tra due persone: essa attiva le funzioni di regolazione delle emozioni proprie di un attaccamento sicuro. Il riconoscimento accurato dei nostri stati emotivi da parte di un'altra persona dà loro forma e li rende gestibili e controllabili. Queste esperienze di riconoscimento da parte dell’altro diventano gli elementi costitutivi della nostra capacità di regolazione interna.
Questo apre la via ad una sana crescita emotiva, ad uno sviluppo dell'empatia e tutto ciò rende la vita più piena di senso e rende tollerabili i momenti difficili propri di ogni esistenza.
PERCHÉ LA TERAPIA È UNICA: OLTRE LO SFOGARSI
Per questo parlare con uno psicoterapeuta è diverso da tutto il resto. Non è come chiacchierare da soli o scribacchiare su un diario. Non somiglia a un bot che risponde in modo meccanico. Un diario non dà un punto di vista esterno e vivo. Un chatbot non entra in sintonia emotiva e non reagisce con la profondità di un altro essere umano. Essere capiti da un'altra persona e ricevere una risposta da essa è la regolazione emotiva di base, che inizia dall’infanzia e che continua per tutta la vita.
Quindi ciò che inizia come il semplice atto di dare voce al dolore diventa qualcosa di più grande: un nuovo modo di relazionarsi con se stessi, con gli altri e con il mondo.
Ecco perché la psicoterapia era originariamente chiamata “la cura della parola”: attraverso l'espressione e il legame emotivo, ci permette di guarire e di rifiorire.
Post scritto da Leonardo Paoletta
Psicologo e psicoterapeuta Monza.
Sono uno Psicologo, Psicoterapeuta ed Analista Transazionale.
