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La depressione che non passa

La depressione che non passa
Si impara sempre molto leggendo i rapporti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): secondo l'ultimo di questi, nel 2020 i disturbi dell'umore diventeranno la seconda malattia più diffusa, subito dopo le patologie cardiovascolari. Molto più diffusa, quindi, del cancro e del diabete.

Lo sapevi? No, vero?

Mi chiedo spesso perchè non se ne parli (o se ne parli troppo poco). Sia chiaro, è assolutamente necessario mantenere alta l'allerta e l'informazione su malattie cardiovascolari, diabete e cancro, sperando che ciò funzioni in ottica preventiva. Eppure mi chiedo perchè, in aggiunta a questo, nessuno parla ed informa a proposito della depressione? Sarebbe, anche in questo caso, un ottimo modo di fare prevenzione.

Già, perchè dalla depressione si può guarire (lo sapevi?) e si può intervenire precocemente. 

Di depressione ne parlo qui e qui.

Nella mia pratica professionale ho notato che arrivano più facilmente in studio persone che soffrono di disturbi d'ansia, di qualsiasi genere, che persone che soffrono di depressione. Qual'è la spiegazione di questo fenomeno? 

Me lo chiedo spesso e credo che la principale, quella che impedisce a chi è depresso di varcare la soglia di un professionista che possa aiutarlo a star meglio, sia dovuta al fatto che tutti (si anche tu, il tuo collega, quel tuo amico, tuo marito o la tua compagna) si sentono spesso depressi, giù d'umore. Eppure, quando tu hai provato quella depressione non ti sei recato mai da uno psicoterapeuta per farti aiutare, vero? Probabilmente perchè non ne avevi davvero bisogno, perchè dopo ore o forse, al massimo pochi giorni, stavi già meglio. Quella, allora, è stata una forma di depressione passeggera, temporanea, dovuta a situazioni che stavi vivendo e che, alla fine, si sono risolte da sole, con il riposo, l'eliminazione delle situazioni disturbanti (deprimenti), l'aiuto delle persone a te care e con una giusta ed adeguata reattività da parte tua (il tuo carattere).

Se tutto ciò che ho scritto è corretto, voglio rassicurarti: non sei mai stato davvero depresso. Hai sperimentato quello stato d'animo che ogni persona, almeno una volta nella propria vita, sperimenta.

Ora, prova ad immaginarti come possa sentirsi chi, invece, vive davvero uno stato di disagio profondo e marcato dovuto ad una vera e propria forma di depressione. Penserà che prima o poi gli passerà, come già successo in passato; sentirà intorno a sé familiari, amici e conoscenti che gli diranno "Dai, tirati su, vedrai che passa".

Solamente che, questa volta, non passerà ed il rischio sarà quello di abituarsi alla sua presenza. Così, quella depressione che all'inizio era sorta in reazione ad un evento grave e drammatico, che aveva fatto leva su alcune fragilità di quella persona, rischia di diventare cronica.

Capisci, invece, cosa avrebbe potuto fare una buona campagna di prevenzione? Se quella persona fosse corsa subito a chiedere aiuto?
Già immagino lo slogan per una campagna del genere: "Chi è depresso non può farcela da solo. Chiedi aiuto ad un professionista". 

Ah, dimenticavo: molti studi recenti hanno dimostrato come la cura psicoterapeutica dia risultati più duraturi e più profondi della cura farmacologica. Nelle situazioni più gravi, l'abbinamento tra le due modalità di intervento (psicoterapia e farmacologia) rende l'intervento più efficace.

Pensaci.

Post scritto da Leonardo Paoletta

Psicologo Monza Milano
Leonardo Paoletta.
Psicologo e psicoterapeuta Monza e Milano.
Sono uno Psicologo, Psicoterapeuta ed Analista Transazionale.
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