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Una strategia per il cambiamento

Una strategia per il cambiamento
La tendenza delle persone è quella di resistere al cambiamento.
Lo facciamo per paura, per la mancanza di abitudine a metterci in gioco, per ignoranza. D'altronde, anche mia nonna mi ripeteva spesso: "Chi lascia la strada vecchia per la nuova, non sa mai quel che trova".
Dimentichiamo che, di fatto, il cambiamento avviene continuamente in noi e attorno a noi, volenti o nolenti, anche se non ce ne rendiamo conto. 

Eppure, c'è una maniera molto semplice ed efficace per imparare, invece, a cambiare i nostri vecchi schemi mentali, le nostre rigide strutture di pensiero, in definitiva la nostra maniera di relazionarci a noi stessi, agli altri e al mondo in generale. Ne parlavo qualche giorno fa, prendendo spunto da Ippocrate, in un post su Facebook.

Quante volte iniziamo qualcosa con una forte energia ed una grande motivazione ma, passati alcuni giorni o poche settimane, perdiamo sia l'energia sia la motivazione e torniamo alle nostre vecchie abitudini di sempre vanificando quell'iniziale cambiamento che avevamo intrapreso. 

B. J. Fogg, psicologo e ricercatore alla Stanford University, sostiene che il problema stia nel fatto che ci si pongono solitamente obiettivi troppo ambiziosi con, conseguentemente, un rischio di fallimento troppo elevato ed una successiva demotivazione che subentra quando, appunto, l'obiettivo non viene raggiunto. Fogg, quindi, sostiene che con obiettivi meno ambiziosi e più gestibili si riesca ad ottenere, invece, ottimi risultati. 

Lehan Stemmet, ricercatore alla Manukau Institute of Technology (Auckland), sostiene che per modificare i comportamenti consolidati nel tempo, non serva agire in maniera radicale (rischiando il fallimento come sosteneva Fogg) bensì agendo sulle piccole abitudini: cambiare piccole abitudini induce cambiamenti più radicali attraverso il meccanismo delle piccole gratificazioni. Cosa significa? Significa che abbiamo bisogno di piccoli successi, che ci gratifichino, che inviino al nostro cervello il messaggio che siamo capaci, che ce la possiamo fare e ci trasmettano la sensazione (comprovata dai fatti) che siamo capaci di cambiare, nelle piccole cose ed, in seguito, nelle grandi.

Infatti, questi seppur piccoli cambiamenti alle abitudini hanno una forza tale che, nel tempo, generano modifiche più profonde al comportamento generale. 

D'altronde, chi di voi quando ha iniziato a camminare è poi passato subito alla corsa? Nessuno. Ma tutti voi (me compreso) siamo passati dalla consapevolezza che eravamo in grado di stare in piedi senza cadere, quindi di muovere alcuni passi senza stancarci e quindi di allungare via via la distanza, aumentare il tempo e, infine, di correre, seppur non l'avessimo mai fatto prima.

Fogg, ha ideato un programma chiamato Tiny Habits che spiega ed aiuta a modificare, appunto, le piccole abitudini. Il suo motto è: "When you learn my Tiny Habits method, you can change your life forever". 

Ah, dimenticavo: egli sottolinea sia fondamentale "premiarsi" ogni qual volta si ottiene un successo. Senza questa gratificazione, senza l'auto-riconoscimento del nostro valore, del nostro impegno e della nostra capacità di riuscita, il nostro cervello non memorizzerà quella attitudine di fondo che può essere riassunta nel motto: "Sono capace di cambiare". 

Sarà proprio questa attitudine appresa, a confortarci e sostenerci nel momento in cui la vita ci metterà di fronte a quei momenti di crisi e ci solleciterà a cambiare quel qualcosa di noi stessi che non funziona più e non ci è più utile.


Post scritto da Leonardo Paoletta

Psicologo Monza Milano
Leonardo Paoletta.
Psicologo e psicoterapeuta Monza e Milano.
Sono uno Psicologo, Psicoterapeuta ed Analista Transazionale.
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