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Quale psicoterapia scegliere?

Quale psicoterapia scegliere?
La ricerca di una tecnica "gold-standard” (di riferimento) in psicoterapia è qualcosa che affascina da sempre i ricercatori, visto il proliferare di diversi approcci e di diverse tecniche psicoterapeutiche. 

Personalmente ne ho già parlato qui e da allora le cose non sono cambiate granché a livello di ricerca scientifica e di relative pubblicazioni. 

Negli ultimi anni l'attenzione dei ricercatori, in merito alla ricerca dei fattori di efficacia di un approccio terapeutico rispetto ad un altro, si è concentrata sulla ricerca dei fattori comuni alle diverse psicoterapie e non più a quanto di specifico ci sia in una determinata tecnica. In effetti, è stato evidenziato come l'efficacia e i migliori risultati in un percorso di psicoterapia siano le variabili riconducibili alle caratteristiche personali del terapeuta, a quelle personali del paziente e a come queste si inneschino e influenzino la relazione intercorrente tra paziente e terapeuta (ne ho parlato indirettamente qui).

In un lavoro pubblicato recentemente su JAMA (Journal of American Medical Association) i ricercatori arrivano a delle conclusioni davvero interessanti.

Essi scrivono che: "Non c’è nessuna forma di psicoterapia che possa affermare di essere il gold standard”.

Aggiungono anche che: "[…] non vi sono prove evidenti che la CBT (la terapia cognitivo comportamentale - Cognitive Behavioral Therapy) sia più efficace di altre psicoterapie, sia per i disturbi depressivi che per i disturbi d'ansia così come per altri disordini mentali come ad es. i disturbi della personalità o i disturbi del comportamento alimentare”.

Ma allora, per quale motivo, per lunghi anni si è affermato che la CBT fosse la terapia di elezione per tutta una serie di disturbi?

Le ragioni sono diverse.

I risultati dello studio pubblicato su JAMA mostrano alcune cose:

- ci sono diversi punti di debolezza negli studi effettuati in precedenza legati ad errori di analisi metodologica applicata, errori di attendibilità dei risultati, errori nell’interpretazione dei risultati ottenuti;

- sono stati effettuati pochi studi davvero comparativi tra la CBT ed altre forme di psicoterapia e in quei pochi non si evidenzia la superiorità di un approccio rispetto ad un altro;

- i ricercatori che si sono occupati di quegli studi hanno mostrato una certa fedeltà alla CBT influenzando così l’interpretazione dei risultati stessi*;

- mancano le prove empiriche che i risultati ottenuti da una determinata psicoterapia non siano dovuti ad altri fattori di cambiamento che non sono stati presi in considerazione;

- la durata nel tempo dei risultati conseguiti con la CBT è ridotta mostrando quindi come ci sia una efficacia limitata.

Quindi, riassumendo: studi di scarsa qualità; studi poco comparativi; errori metodologici legati alla mancata verifica delle variabili implicate nel cambiamento**; mancata neutralità dei ricercatori tra i diversi approcci e, come già scrivevo qui, scarsità di altrettanto numerosi studi che indaghino l’efficacia di altre psicoterapie (ad es. i diversi approcci psicodinamici, l’analisi transazionale). 


Quindi: quale psicoterapia scegliere?

Dopo tanti anni di professione, mi è oramai chiaro che la mia modalità di lavoro non possa andar bene a tutti.
Come scrivevo in apertura: "l'efficacia e i migliori risultati in un percorso di psicoterapia sono le variabili riconducibili alle caratteristiche personali del terapeuta, a quelle personali del paziente e a come queste si inneschino e influenzino la relazione intercorrente tra paziente e terapeuta”.

Quello che conta, quindi, è la relazione che si instaura tra paziente e terapeuta (ovviamente unita all’adeguata preparazione dello stesso).

Per cui, quando ti recherai nello studio di uno psicoterapeuta cerca di comprendere se è possibile instaurare una relazione positiva con quella persona, se ti senti accolto, compreso, accettato. Indaga se la persona che ti siede davanti abbia le caratteristiche umane che più si confanno al tuo essere. 

In aggiunta, potrebbe esserti utile basarti sull'esperienza di chi l'ha conosciuto prima di te.  

Ah, last but not least, prenditi il tempo necessario per entrare in relazione con il tuo terapeuta e abbi il coraggio e la schiettezza di parlargli anche dell’eventuale difficoltà ad instaurare una relazione di fiducia con lui.

Buona fortuna.   



Note:
* se mi aspetto un certo risultato farò di tutto, magari in maniera non prettamente voluta, per far sì che lo studio mi dia il risultato atteso.
** per intenderci: se per curare la febbre alta bevo un miscuglio di grappa, chiodi di garofano e pepe nero - ricetta popolare albanese - e, a mia insaputa, mi viene somministrato un antipiretico, attribuirò l’efficacia del trattamento al miscuglio quando invece non saprò mai cosa tra quel miscuglio e il farmaco somministratomi ha agito sul calo della temperatura.

Riferimenti:
Alessandro Raggi, La psicoterapia cognitivo-comportamentale è realmente la più efficace?, Medicitalia.
JAMA, Is Cognitive Behavioral Therapy the Gold Standard for Psychotherapy? 

Post scritto da Leonardo Paoletta

Psicologo Monza Milano
Leonardo Paoletta.
Psicologo e psicoterapeuta Monza e Milano.
Sono uno Psicologo, Psicoterapeuta ed Analista Transazionale.
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