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La separazione coniugale: cause, sviluppo e fallimento

La separazione coniugale: cause, sviluppo e fallimento
Ogni separazione è un enorme fattore di stress
Diversi studi condotti tramite interviste, hanno evidenziato come tra gli eventi maggiormente stressanti le persone collochino il divorzio al 2° posto e la separazione al 3° (al 1° posto invece compare la morte del coniuge). Questo a dimostrare che la rottura del legame coniugale rappresenti un evento davvero dirompente nella vita delle persone.  

Evoluzione dell’idea della separazione e sviluppo socio-culturale
Le separazioni coniugali sono sempre più frequenti nei paesi occidentali ed industrializzati: dal 1995 al 2015 si è passati da 158 separazioni per 1000 matrimoni a 340/1000 matrimoni.  

Dal 2007 al 2018 le separazioni sono passate da 81 mila a 99 mila (dati ISTAT) con un incremento di circa il 22% nel giro di soli 10 anni.

Attualmente la percentuale di separazioni in coppie sposate è nell’ordine del 35% ma è un dato probabilmente falsato visto che non tiene in considerazione i dati derivanti dalle coppie che hanno ottenuto il divorzio breve e quelli derivanti dalle unioni di fatto.

In altri Paesi industrializzati i numeri sono anche più importanti: in Giappone la percentuale di separazioni è del 40%; in Russia e Stati Uniti supera il 50%. Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Repubblica Ceca e Ungheria si attesta sul 60% mentre in Belgio sul 70%.

Anche nei Paesi in via di sviluppo le cose non vanno meglio: in Brasile, Cuba, Cina, Arabia Saudita, Turchia e Kazakistan, Bielorussia, Moldavia, Ucraina e Lituania, il tasso delle separazioni è del 30%.

Non ci sono studi certi che possano collegare e spiegare questi dati delle separazioni coniugali al grado di avanzamento sociale, economico e culturale di questi Paesi e quindi ad una certa forma di apertura mentale oppure che colleghino gli stessi dati all’aumento del disagio individuale e relazionale nelle società sviluppate.

Certamente è cambiato il modo di vivere la relazione di coppia non più soltanto orientata alla crescita dei figli ed al sacrificio personale e di vita dei genitori ed è mutata la cultura della società tutta, maggiormente votata all’individualismo a scapito dell’idea comunitaria.

Altro dato importante che può spiegare l’aumento delle separazioni coniugali nei Paesi industrializzati e in via di sviluppo è legato all’evoluzione culturale e, di conseguenza, al maggior rispetto dei diritti umani fondamentali che permette alle persone una aumentata possibilità di scelta.

Le cause della separazione
Le cause per cui ci si separa sono comuni e, spesso, ordinarie. 

  • Una riguarda l’incompatibilità di carattere, ed è quella che si verifica più frequentemente. Le coppie che si separano per questa ragione sono quelle che manifestano un più elevato grado di conflitto sia nella fase pre-separativa sia nella fase post-separativa.
Questo tipo di separazioni non avvengono per eventi precisi e specifici della vita di coppia quali come, ad esempio, tradimenti, perdita del lavoro, mutato contesto di vita, trasloco e/o trasferimenti, ma appaiono come una forma di evoluzione di un precedente stato di malessere, insoddisfazione, incomprensione e conflitto che viene fatto esplodere da un evento catalizzatore (la goccia che fa traboccare il vaso) e che sfocia nella decisione solitamente di uno dei due partner di separarsi (molto raramente entrambi i partner arrivano alla decisione condivisa di separarsi).  

  • Poi ci sono le separazioni per esaurimento dell’amore. Sono quelle coppie che giungono ad una progressiva e lenta divergenza di interessi ed aspettative di vita, sia personali sia di coppia. È ciò che accade, ad esempio, nelle separazioni in tarda età (ma non solo, chiaramente).  

Questo tipo di separazioni normalmente non portano ad un elevato grado di conflitto ma, nel migliore dei casi entrambi i partner raggiungono uno stato emotivo pacifico che li aiuta a ripensarsi fuori dalla coppia. Resta, in questi casi, il vissuto di un amore e di un’intimità passati ma non più presenti, a volte sensi di colpa, rimpianti e la nostalgia per ciò che è stato e che ora è terminato.  

In entrambe queste tipologie di separazioni bisogna ricordare un dato importante che vale sempre, ogni volta che un rapporto di coppia cessa: i motivi specifici (lavoro, tradimenti, malattie, etc.) non sono quelli che portano a separarsi. Le coppie si separano quando non funzionano già da tempo; i motivi specifici servono solo a dare l’ultimo colpo (che sarebbe quindi arrivato più avanti, comunque). 

L’incidenza dei figli nelle separazioni
Oltre il 75% delle separazioni riguarda coppie con figli nati all’interno del matrimonio. L’arrivo dei figli in una coppia non è mai un fattore di rafforzamento del legame tra i coniugi come poteva esserlo nei decenni passati (ne ho parlato qui). Se una coppia non è stabile, se non ha solide fondamenta, l’arrivo di un figlio rappresenta un fattore di rischio elevato: un figlio non può far altro che far emergere le crepe e dare una scossa a conflitti già presenti e forse soltanto mascherati. Come spesso accade, la genitorialità è una causa del conflitto coniugale.  

Fortunatamente le coppie che funzionano bene sul piano genitoriale e che decidono comunque di separarsi non arrivano quasi mai a generare separazioni conflittuali: l’accordo genitoriale riesce, in questi casi, a smorzare il conflitto. 

Il fallimento della separazione
È utile notare come la separazione e il divorzio non portino alla cessazione del conflitto. Sebbene le aspettative legate alla separazione siano che i rapporti familiari e la qualità della vita possano migliorare, non sempre questo avviene. Come mai accade questo? Ciò che resta, di solito nel partner che viene lasciato, è un vissuto di tradimento, delusione, rabbia, tristezza e abbandono, unito ad un senso di fallimento di una storia d’amore e di vita in generale.  

Chiaramente la separazione fisica non è sufficiente per eliminare il conflitto. È necessario che si raggiunga una vera separazione psicologica. Vediamo di cosa si tratta. 

Le fasi della separazione
Affinché possa realizzarsi quel miglioramento nella vita sia dei coniugi separati sia dei figli della coppia (se presenti) è necessario che la coppia attraversi le diverse fasi della separazione elaborandole tutte, nessuna esclusa.  Paul Bohannan individua 5 fasi della separazione.  

  1. La separazione emotiva: questa fase può arrivare prima della separazione fisica della coppia oppure potrebbe non arrivare mai e potrebbe arrivare soltanto per uno dei partner e non per entrambi. La persona che non elabora questa fase resta ancorata alle aspettative sul matrimonio e su se stessa, ai sogni infranti, ai mancati progetti di vita insieme.  
  2. La seconda fase è quella della separazione legale: è innescata dallo scioglimento formale e giudiziale del vincolo matrimoniale. Spesso accade che nonostante il matrimonio sia stato legalmente sciolto, non sia avvenuto lo scioglimento emotivo e questo può coinvolgere anche i figli, i nuovi partner, i parenti e gli amici, creando una situazione ambigua e difficile da affrontare.  
  3. La terza fase è quella della separazione economica cioè la riorganizzazione finanziaria della famiglia (delle due nuove famiglie) che si raggiunge con la divisione dei redditi, dei patrimoni e la definizione degli assegni di mantenimento. Solitamente questa fase porta a difficoltà finanziarie di uno o di entrambi gli ex coniugi.
  4. La quarta fase è quella della separazione comunitaria. Questo è un momento delicato per gli ex partner dato che avvengono rotture o indebolimenti di alcuni rapporti significativi con amici comuni e parenti acquisiti. A volte uno degli ex coniugi si allontana dal luogo di residenza cambiando città o quartiere. La sfida di questa fase è legata alla ricostruzione di una rete sociale di riferimento e supporto sia per gli adulti sia per i bambini.  
  5. La quinta e ultima fase è quella della separazione psicologica. Questa fase si completa quando entrambi i partner giungono alla separazione di se stessi dalla personalità e dall’influenza dell’ex coniuge. Nel concreto ognuno degli ex partner dovrà imparare a vivere senza l’ex, recuperando o imparando ex-novo ad essere autonomo ed indipendente e/o imparando ad affidarsi a persone nuove entrate nella loro vita. Questo compito è particolarmente faticoso per il partner che subisce la separazione. 

Conclusioni
La separazione resta un momento di forte rottura dei rapporti umani e di enorme stress per tutti gli attori coinvolti eppure, in molte situazioni, essa è inevitabile e resta comunque la scelta migliore. Nella società attuale è cambiata l’idea del matrimonio: mentre in passato i coniugi erano fortemente spinti a mantenere il legame di coppia orientati alla crescita dei figli, oggi, i due partner della coppia, oltre alla crescita e al benessere dei figli, desiderano e ricercano anche il proprio sviluppo e la propria crescita personale. Ed è questo il compito fondamentale delle coppie moderne ed è proprio su questo aspetto che avvengono i fallimenti che portano alla crisi, alla rottura e alle separazioni.  

Cosa fare, allora?
Affrontare ogni crisi appena essa emerge senza far passare troppo tempo: molte separazioni possono essere evitate se si evita che discussioni e rancori si accumulino e si cronicizzino senza una adeguata risoluzione e senza il necessario chiarimento. Quello che osservo, infatti, quando incontro coppie in crisi è la constatazione che esse siano arrivate tardi, quando oramai la distanza tra i due partner è aumentata a dismisura.  

Se la crisi è conseguenza di cambiamenti personali evidenti e di differenze ormai inconciliabili tra i partner, una consulenza di coppia può aiutare, anche in questo caso, a chiudere il rapporto imparando a gestire i conflitti e a ricucire le tensioni affinché si possa giungere ad una separazione il più possibile pacifica e alla ripartenza esistenziale per entrambi i partner, compreso l’ambito sentimentale.

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Post scritto da Leonardo Paoletta

Psicologo Monza Milano
Leonardo Paoletta.
Psicologo e psicoterapeuta Monza e Milano.
Sono uno Psicologo, Psicoterapeuta ed Analista Transazionale.

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