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Caso clinico - Disturbo di personalità borderline

Valentina, 32 anni, arriva in studio definendosi infelice e lamentando insoddisfazione verso il genere maschile: racconta che le sue relazioni sentimentali sono terminate sempre in maniera burrascosa e dopo che lei "aveva dato tutto”.

Descrive "un’infanzia normale, con genitori normali”. Aggiunge poi di essere sempre stata molto sola visto che loro, i genitori, erano molto impegnati nel lavoro.
Figlia unica, ha vissuto gran parte della propria infanzia con i nonni materni verso i quali era molto legata ma che sono deceduti entrambi anni orsono.

Nel corso delle sedute e dei racconti di Valentina appare come ella abbia cercato nelle relazioni con gli uomini quel riconoscimento che le è mancato da bambina: sentiva (e sente) di valere poco seppur tutti le facciano notare come lei sia di bell'aspetto e che debba guadagnarsi la vicinanza delle persone (non solo degli uomini).

Racconta come è sempre stata disposta a fare di tutto per tenersi vicino il proprio partner ma che anche questo non è servito a nulla. Si percepisce nelle sue parole il profondo dolore di non sentirsi degna di amore e la paura a fidarsi degli altri.

Poniamo come obiettivo del nostro lavorare insieme quello di cambiare il proprio atteggiamento all'interno delle relazioni sentimentali, ad esempio, smettendo di "essere disposta a fare di tutto”.

Durante le prime settimane, le sedute si svolgono regolarmente e Valentina è sempre puntuale. Non riesce però a fidarsi del proprio terapeuta, misura di continuo le sue parole e decide di non aprirsi del tutto: tiene nascosti aspetti di sé, col timore che possa essere giudicata e "abbandonata”.

Nel corso delle sedute, nei mesi successivi, Valentina riuscirà a tirar fuori la propria rabbia e frustrazione verso chi (genitori in primis) non l’hanno fatta sentire accettata per quello che lei era così come i suoi passati partner che la criticavano spesso trasmettendole il messaggio che le cose fra di loro sarebbero andate bene solo quando lei sarebbe stata diversa. In questo stesso periodo Valentina rimette ordine, "fa pulizia” tra le proprie amicizie e contatti non essendo più disposta a conformarsi alle richieste altrui.

Dopo un anno dall'inizio del percorso, Valentina racconta di aver conosciuto un uomo ma al contempo appare spaventata e timorosa di intraprendere una relazione con costui. Lo farà seppur in maniera diversa dalle precedenti testando questa persona e vivendo questa relazione con estrema cautela e poche aspettative.

Contemporaneamente a questi avvenimenti, Valentina, dopo circa 18 mesi di terapia, appare come una persona più serena, senza più quegli sbalzi d’umore, che accetta e riesce a star sola durante un weekend senza sentirsi giù d’umore o colpevole della propria solitudine.

Allo scoccare esatto dei 24 mesi di terapia, Valentina comunica di voler terminare il percorso intrapreso tempo addietro: sente il bisogno di camminare da sola e di investire le sue energie altrove. La storia con Giancarlo è proseguita senza mai interrompersi e lui ha sempre accettato il suo modo di stare nella relazione. Stanno progettando di andar a convivere ma Valentina, seppur desideri farlo, vuole prendersi del tempo anche in questo.

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