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Voglio essere assertivo!

Voglio essere assertivo!
Come ve la cavate quando c’è da dire un "no"? Riuscite ad esprimere le vostre opinioni seppur in contrapposizione a quelle altrui? Avete mai sentito parlare di assertività?

Forse non lo sapete ma l’assertività è una capacità che si impara fin da bambini e, di converso, può essere, fin da bambini, inibita. Infatti viene solitamente insegnato che non bisogna dire dei no ai genitori, ai parenti, agli insegnanti, agli adulti in genere e comunque alle persone autorevoli. 

Sull'essere assertivi influiscono diversi fattori: culturali, di genere, religiosi, così come il conformismo e il timore di essere penalizzati. Molte persone provano enorme difficoltà a dire "no” agli altri nelle diverse situazioni. Spesso è una modalità comportamentale che è stata acquisita fin da bambino: a quanti di voi è stato insegnato che non bisogna dire di no ai genitori, ai parenti, agli insegnanti e ad ogni altra figura autorevole?

Dietro l’evitamento dei "no” c’è spesso la paura del rifiuto, il voler evitare il confronto ovvero lo scontro e il timore di ferire i sentimenti degli altri.

Che cos'è l’assertività?
Viene descritta come uno stile comunicativo; come capacità di esprimere i propri sentimenti e le proprie opinioni; come capacità di difendere i propri diritti. Viene coltivata ed insegnata come mezzo per aumentare la propria autostima, per sviluppare la sicurezza in se stessi, per accettare il disaccordo con e verso gli altri, per saper entrare in conflitto con gli altri quando questi esprimono e manifestano comportamenti che possono essere per noi stessi offensivi o comunque considerati fuori luogo.

L’assertività è una forma di comunicazione che coinvolge aspetti emotivi, cognitivi e abilità relazionali. Un training per migliorare l’assertività deve, quindi, giocoforza agire su questi tre livelli: emotivo, cognitivo, comportamentale. Non si tratta quindi di una mera applicazione di tecniche bensì risulta necessario lavorare sullo sviluppo di una nuova modalità di fronteggiamento e di lettura della realtà e delle relazioni sociali e sviluppare una modalità diversa di comprendere e gestire le proprie emozioni.

Gli stili comunicativi
Solitamente le persone, nelle relazioni sociali, utilizzano stili comunicativi che oscillano fra due polarità: l’aggressività e la passività. Ecco come l’assertività possa essere considerata l’esatta via di mezzo tra questi.

Nello stile aggressivo l’individuo si concentra sui propri bisogni e i propri desideri e poco o nulla tiene in considerazione quelli degli altri. Utilizzerà quindi comportamenti e comunicazioni aggressive e a volte addirittura violente. Questa modalità spesso cela emozioni di ansia, rabbia e l’idea di meritare ciò che si vuole ad ogni costo.  

Nello stile passivo l’individuo, contrariamente al precedente, si mostra maggiormente interessato ad accontentare bisogni e desideri altrui piuttosto che i propri. Appare come facilmente influenzabile dagli altri e generalmente subisce le situazioni senza opporvisi. L’emozione che si riscontra in tali situazioni è l’ansia sociale unita al desiderio di accettazione da parte degli altri ottenuta evitando ogni forma di conflitto e di contrasto.

Lo stile assertivo prevede l’utilizzo di alcune capacità tra loro interconnesse:
- riconoscere e accettare le proprie emozioni in maniera tale che queste non possano impedire il perseguimento dei propri obiettivi (arrossire in pubblico non dovrebbe essere di impedimento al parlare di fronte ad una vasta platea);
- comunicare adeguatamente emozioni e sentimenti, sia positivi sia negativi, utilizzando sia il linguaggio verbale sia quello non verbale (postura, tono della voce, gesti, sguardo, etc.);
- consapevolezza di sé, dei propri bisogni e, quindi, capacità di perseguire l’autorealizzazione di se stessi;
- capacità di apprezzare se stessi e gli altri intendendo con questo pari dignità di esistere, pensare, desiderare e decidere.    

E tu sei assertivo? Parliamone.

Post scritto da Leonardo Paoletta

Psicologo Monza Milano
Leonardo Paoletta.
Psicologo e psicoterapeuta Monza e Milano.
Sono uno Psicologo, Psicoterapeuta ed Analista Transazionale.
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