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Crisi di coppia e consulenza terapeutica

Crisi di coppia e consulenza terapeutica
Così come accade per ogni tipo di aggregazione sociale, anche la coppia nasce, cresce (e a volte "muore") in un ciclo evolutivo che, a seconda della coppia in gioco, può procedere in maniera spedita (raramente) oppure incontrare ostacoli e blocchi.

L'incontro tra i due partner conduce alla nascita di un rapporto sentimentale che può seguire un percorso lineare oppure tortuoso e che, in molti casi, porta alla formazione di una famiglia.

Coppia e famiglia da un punto di vista psicologico sono concetti complessi. Intanto, il matrimonio non è (o non è più) la condizione necessaria per dare una struttura psicologica alla famiglia. Esso, invece, assume un ruolo secondario rispetto al senso di appartenenza e alla condivisione di un progetto di vita comune.

La formazione di una coppia, inoltre, dal punto di vista culturale acquisisce significati, valori e aspettative che coinvolgono non solo i partner ma le famiglie d'origine, gli amici e i diversi parenti. Difatti, una delle problematiche che di frequente porta al conflitto nella coppia è il rapporto con le rispettive famiglie d'origine. Suoceri troppo invadenti e coniugi ancora troppo figli, incapacità a ritagliarsi e definire il proprio ruolo all'interno del nuovo nucleo familiare, sono criticità che conducono a delle rotture, a volte, insanabili. 

Compiti della coppia 
​Uno dei primi compiti dei partner è proprio quello di "pensarsi coppia" ed agire di conseguenza ovvero:
- necessità di distaccarsi dalla famiglia d'origine che non significa interrompere i rapporti e i legami affettivi bensì delimitare un nuovo confine dove la nuova famiglia avrà le proprie regole, le proprie esigenze, i propri progetti e dove la famiglia d'origine dovrà imparare a rispettare gli spazi e l'autonomia della nuova famiglia formatasi;

- il partner dovrà essere l'unico interlocutore per ogni discussione in merito alla regole della coppia e solo con esso bisognerà contrattare e definire tali regole. Sarà importante, allora, tenere fuori da queste discussioni quelle famiglie d'origine che vorrebbero intervenire nel merito e fornire consigli e indicazioni su come ci si deve rapportare con l'altro partner e bisognerà resistere alla tentazione (o all'abitudine) di cercare il supporto dei propri familiari nelle discussioni, anche accese, con il proprio partner;

- è importante accettare il partner come altro da sé: spesso si ha la presunzione di voler cambiare l'altro o ci si aspetta che l'altro cambi in funzione delle proprie aspettative. Questo non significa che all'interno di un sano e adeguato rapporto di coppia non si possa maturare e cambiare ma certamente bisogna abbandonare l'idea del tutto irragionevole che: "Se lui/lei mi amasse davvero cambierebbe per me"; oppure: "Grazie al mio amore cambierà!".

- risulta necessario imparare modalità comunicative corrette: i conflitti spesso restano vivi e continui a causa di meccanismi comunicativi disfunzionali e aggressivi. E' il caso di quel partner che, per far sentire l'altro in colpa, tiene il broncio per giorni; oppure che, preso dalla rabbia, usa toni aggressivi, insulti e sarcasmo; oppure, infine, che non esprime chiaramente ed in maniera esplicita le proprie richieste pensando e pretendendo che: "Lo deve fare lui/lei spontaneamente altrimenti se glielo chiedessi non avrebbe lo stesso valore!"

Le problematiche sopra esposte sono comuni a tutte le coppie: quando subentra la crisi in una coppia ogni ambito della vita in comune diventa il pretesto per farsi la guerra: scelte economiche, rapporti sessuali, crescita ed educazione dei figli, lavoro e scelta della meta per le vacanze. I litigi. allora, diventano il modo per colpire l'altro e ferirlo. Si innescano fenomeni di escalation tali per cui ad ogni colpo (azione) del partner ne corrisponderà un'altra (reazione) volta a fare ancora più male. I conflitti si radicalizzano e la crisi diventa cronica: mesi, e a volte anni, di scontri veementi finiscono per pesare sulla capacità della coppia di crescere e di superare le difficoltà.

Che cosa fare?
In tutte queste situazioni ciò che risulta spesso insormontabile è la forte resistenza dei partner ad ammettere le proprie responsabilità e ad assumersi l'onere del cambiamento in prima persona. Risulta, allora, utile rispondere ad alcune domande volte a mettere in discussione il modello della colpa (E' colpa sua perché...):​
- gli sto chiedendo di cambiare un suo modo di essere?
- se lo sto facendo, io cosa sono disposto a cambiare?
- lo sto accusando/colpevolizzando?
- se lo sto facendo, sono disposto ad assumermi la responsabilità di aver contribuito, con la mia parte, a questa situazione?
- siamo disposti a metterci uno accanto all'altra per risolvere i problemi oppure vogliamo continuare a porci uno di fronte all'altra per dimostrare chi ha ragione? 

Come risolvere i conflitti
Ogni rapporto di coppia ha bisogno di trovare un proprio equilibrio. Da questo punto di vista il conflitto accomuna ogni rapporto umano e di per sé non è negativo né tantomeno pericoloso. Se ben affrontato e gestito rappresenta, invece, un momento di crisi che può aiutare i partner verso la migliore comprensione reciproca e, quindi, l'accettazione dell'altro.

Quando ciò non avviene e i partner continuano a rinfacciarsi colpe e continuano ad insultarsi, diventa fondamentale rivolgersi ad uno psicologo per una consulenza di coppia dove apprendere a risolvere i conflitti in maniera costruttiva. La consulenza di coppia (o terapia di coppia) diventa così quel contesto protetto dove osservare le cose con occhi diversi e dove mettere in discussione la propria visione dei problemi. 

Obiettivo sarà, allora, assumersi la responsabilità di cambiare le cose definendo insieme i problemi e, insieme, affrontarli e risolverli. 

Post scritto da Leonardo Paoletta

Psicologo Monza Milano
Leonardo Paoletta.
Psicologo e psicoterapeuta Monza e Milano.
Sono uno Psicologo, Psicoterapeuta ed Analista Transazionale.
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