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Che cosa fare quando nella coppia uno dei due non vuole fare sesso?

Che cosa fare quando nella coppia uno dei due non vuole fare sesso?
Potrebbe sembrare un futile motivo per arrabbiarsi e per prendersela con l’altro, un po’ come decidere chi debba aprire la porta per primo o decidere su chi abbia il diritto di aprire un barattolo di marmellata. Appunto, gesti davvero insignificanti.

Eppure, in considerazione del dolore che provoca è, invece, una questione molto importante.

Sto parlando della questione che risulta essere alla base di molti tradimenti, che diventa catalizzatore di litigi e rancori e che, infine, potrebbe decidere del futuro a lungo termine dei bambini (figli della coppia) e che spinge le coppie in terapia o, più spesso, dall’avvocato. 

Di cosa parlo?

Del momento in cui, a notte tarda e nell’oscurità della camera da letto, la mano di una persona si muove verso il corpo del partner, accarezzandolo, per esprimere il desiderio di coccole e di avere un rapporto sessuale.

Ma non riceve alcuna risposta! 

Questo momento è fondamentale, certamente molto di più di quanto si possa pensare, non tanto per la questione strettamente legata all’atto sessuale mancato, ma quanto, e soprattutto, per la percezione di essere desiderati. 

Il gesto di cominciare un rapporto sessuale appare come un termometro del buon funzionamento della coppia, essendo legato alla percezione di quanto ci si senta apprezzati all’interno di un rapporto sentimentale e, viceversa, se esistano, invece, problemi nella coppia.

Questo significa che non cercare mai il rapporto sessuale o rispondere senza entusiasmo alle carezze viene letto dal partner come una dichiarazione di non poter essere amati.

Ma chiaramente questa è una lettura rischiosa e fuorviante! 

La mancanza di intraprendenza o accettazione può significare molte cose: a volte, può essere un segno di stanchezza dopo una lunga giornata di lavoro o di cura dei figli; più semplicemente, altre volte, una mano che non viene toccata è soltanto una mano che non viene toccata (cfr. Freud: "A volte un sigaro è solo un sigaro”).

Il problema che consegue, quindi, da questo atto e dalla risposta del partner è come questo gesto venga interpretato, ovvero il fatto che si facciano supposizioni senza un dialogo e si provi una grande delusione senza accennare neppure all’argomento.

Il vero problema dietro questo gesto (come afferma anche Alain De Bottom, su Internazionale.it) è la vergogna! 

Quel gesto verso il partner, quell’avance non ricambiata diventa pericolosa quando chi l’ha agita, porta dentro di sé un’elevata dose di insicurezza ed un'altrettanto scarsa autostima. In tal caso, quel rifiuto o quella mancanza di entusiasmo, diventano la prova di qualcos’altro: il disgusto da parte del partner, l’impossibilità di essere desiderati da egli ed, in fondo, di essere amati.

Cosa fare?

Chi si ritrova in questa stessa situazione, in alternativa, dopo aver mosso la mano verso l’altro ed averne ottenuto un rifiuto, dovrebbe fermarsi, richiamare l’attenzione del proprio partner e parlarne con calma ed affetto, cercando le spiegazioni e il significato dietro quel gesto di rifiuto.

Chiaramente, e senza equivoci, come spiega ancora Alain De Bottom, se la risposta fosse di un profondo e reale disinteresse del partner verso l’altro o verso il sesso in generale, sarebbe meglio lasciarsi: risulterebbe altrimenti complicato, doloroso e addirittura dannoso condividere il letto con un partner emotivamente e fisicamente distaccato (avevo già scritto dell'importanza del sesso nella coppia).

Ma questo modo di agire e di rapportarsi non è previsto per chi vive quel senso di vergogna. Colui che vive una profonda insicurezza e scarsa stima di sé, di fronte ad una avance respinta, sente rafforzata l’idea pre-esistente di non poter essere accettato e, di conseguenza, si sentirà triste, fragile e apparirà silenzioso.  Allo stesso tempo, questa insicurezza di fondo impedirà anche di valutare oggettivamente se sia il caso, o meno, di proseguire un rapporto sentimentale in cui non vi sia sintonia fisica ed emotiva.

Chi vive nel disprezzo di sé, non possiede la capacità di affermare, con calma, fermezza e risolutezza, come egli si senta respinto e che senta, invece, il bisogno di essere capito ed accolto e che desideri che qualcosa cambi nella coppia. Solitamente accade che costui resti in silenzio e che cominci un’altra relazione oppure che esploda con una rabbia tale da impedire e bloccare ogni altra comunicazione. 

Capite, quindi, come una semplice avance non corrisposta possa portare a problemi molto più ampi e generalizzati che però nascono dall’incapacità di esprimere i propri bisogni e dalla mancanza di una profonda intimità nella coppia.  

"L’intimità è quella capacità di parlare di sé all’altro con la certezza di non essere giudicato"
(Leonardo Paoletta) 
In conclusione 


Per questi motivi non bisognerebbe mai lasciare in sospeso ed ignorata per troppo tempo quella mano nell’oscurità: bisogna accendere la luce, manifestare il proprio dolore e mostrare i propri bisogni senza provarne vergogna.

Post scritto da Leonardo Paoletta

Psicologo Monza Milano
Leonardo Paoletta.
Psicologo e psicoterapeuta Monza e Milano.
Sono uno Psicologo, Psicoterapeuta ed Analista Transazionale.

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